CTP NAPOLI: UNO SGUARDO TRA PASSATO
QUASI PRESERVATO ED ELETTRICO POCO UTILIZZATO (1a PARTE)

Testo e fotografie a cura di Alessio Pedretti

Quando si pensa ai trasporti pubblici su gomma a Napoli solitamente il nostro primo pensiero riguarda ANM Napoli, già ex ATAN, azienda cittadina di cui ci siamo già occupati in passato. Seppur di non piccole dimensioni una gran parte del servizio suburbano della Provincia di Napoli è invece in mano a CTP Napoli ovvero Compagnia Trasporti Pubblici Napoli, azienda nata come S.p.A. nel 2001 ma la cui sigla esiste dal 1978 come Consorzio Trasporti Pubblici Napoli suddiviso come proprietà esattamente al 50% tra Comune e Provincia di Napoli. In realtà tale entità deriva dalle TPN Tranvie Provinciali di Napoli le quali a loro volta sono nate nel 1957 dalle ceneri della belga SATN sorta nel lontano 1884. La TPN nel proprio periodo di esistenza gestirà anche la nota ferrovia Alifana sia nella parte bassa chiusa nel 1976 a scartamento ridotto e tensione monofase, sia nella parte alta della linea, attualmente in esercizio come EAV Campania. Nello stesso periodo provvederà ad ammodernare la rete di trasporto provinciale con la dismissione delle linee tranviarie e l’attivazione della linea filoviaria Napoli – Aversa nel 1963 cca. In tempi relativamente più recenti CTP Napoli sarà legata a STI Potenza (azienda responsabile dell’urbano potentino dal 2001 al 2005 cca) a VM Vesuviana Mobilità dal 2004 al 2009 in quanto poi la stessa è confluita in EAV Bus, non senza dimenticare le partecipazioni in NA:MET per il metano CNG ed in Napoli City Sightseeing.

Da ricordare che CTP Napoli gestisce all’incirca un centinaio di autolinee, serve 72 Comuni disposti nelle Province di Napoli e Caserta, presenta una rete di circa 2000 km e serve un’area di 850 kmq con un bacino di utenza di 1,3 milioni di abitanti e sono ben 25,8 i milioni di passeggeri trasportati potendo contare circa su 860 dipendenti e 260 veicoli attivi e dislocati in 3 sedi aziendali: Arzano assegnatario di tutte le vetture a metano e sede generale, Teverola per il settore filoviario e sito più grande per dimensioni (c.ca 45.000 mq) ed infine Pozzuoli per il locale servizio urbano e per la zona dei Campi Flegrei. E’ importante ricordare che attualmente i veicoli alimentati a metano CNG in azienda risultano essere almeno 132 esemplari tutti assegnati alla rimessa di Arzano.

Da segnalare due particolari aspetti interessanti: le linee di CTP Napoli sono nella gran parte dei casi anticipate da una lettera che contraddistingue il deposito aziendale che provvede all’espletamento del servizio: ad esempio A per Arzano, T per Teverola, P per Pozzuoli, C ed M rispettivamente per i non più esistenti depositi di Maddalena e Caserta. Altro aspetto interessante riguarda la classificazione dei veicoli: indicativamente a partire dal 1973 e pertanto sotto ancora la gestione TPN i veicoli sono classificati secondo una logica a 4 cifre (esclusi i pochi filobus) che prevede come prima cifra il numero 3 per gli interurbani ed extraurbani, il 4 per gli urbani ed il 5 per i suburbani, il 6 per i veicoli a metano anche se non è stata rispettata per i veicoli di piccole dimensioni (vedasi Vivacity) mentre tale criterio in generale non è stato rispettato dagli Irisbus Citelis 10 serie 7800 consegnati nell’anno 2010.

Iniziamo dunque a fare una prima passeggiata (per un totale di 3 messaggi / mail differenti) tra i veicoli più datati o parzialmente preservati, di certole soprese non mancano...

Tutte le fotografie sono del 13 Febbraio 2016.

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Foto 001, 002 e 003: dopo quasi quarant’anni di servizio ininterrotto ed egemonizzato dagli “Alfa Mille”, nel Settembre 2001 CTP Napoli ha ricevuto 3 esemplari AnsaldoBreda F19 ovvero il noto autobus BMB M 240 in versione filoviaria realizzata con parte elettrica Ansaldo. Si tratta in particolare di 3 esemplari classificati nella serie 101/103, sostanzialmente equiparabili alla serie 9079/9165 di ANM Napoli. Tale terzetto non ha mai avuto molta fortuna ed ormai da diverso tempo i tre sono fermi in deposito inutilizzati. Ci si chiede come ad esempio non si possano recuperare cedendoli proprio alla vicina ANM Napoli che ha già in dotazione un buon numero di esemplari simili. In deposito possiamo osservare le matricole 101 e 102 in due angoli distinti del sito, è presente anche la matricola 103, impolverata anch’essa.

Foto 004 e 005: non se la godono tanto meglio i più giovani veicoli filoviari di CTP Napoli: nel Marzo 2005 sono giunti ulteriori 10 esemplari Solaris Trollino 12 serie 121/130 i quali tuttavia ora sono tutti attualmente fermi poiché il servizio filoviario è sospeso per due motivi: il primo è per via dell’inetta Amministrazione del Comune di Melito che ha imposto alla linea filoviaria dei lunghi tratti in marcia autonoma, la seconda è la “assenza” di un tratto di 600m di bifilare danneggiato dal passaggio di una gru posta su un camion, la quale ha completamente tranciato la linea aerea, pertanto ora CTP Napoli è in attesa di ricevere un rimborso. Almeno 4 dei 10 filobus inutilizzati sostano sotto una tettoia (vedasi la 121..) mentre altri 6 esemplari sono ricoverati all’interno dell’area manutenzione filobus, in attesa di tempi migliori...

Foto 006: seppur in non buone condizioni presso il Deposito CTP di Teverola è stato preservato un Fiat 418 AL carrozzato SOFER e contraddistinto dalla sigla commerciale AU2111. Tale genere di macchina nacque nel 1976/77 in quanto appartenente alla sottoserie 4243/4258, in realtà lo stesso veicolo venne realizzato in 88 esemplari serie 4201/4288 consegnati in 4 serie differenti tra il 1974 ed il 1979, un gruppo che è stato definitivamente fermato in particolar modo tra il 1996 ed il 1997. Anche per tale veicolo era ed è prevista la preservazione a scopo museale anche se di questi tempi non vi sono proprio per niente eventuali finanziamenti e soldini per idee e strutture del genere.

Foto 007: non si trova in buone condizioni nemmeno questo Fiat 314/3 Menarini Monocar 1201 realizzato nel 1973. La condizione del veicolo non è proprio delle migliori e poco si sa del suo futuro, per quanto riguarda invece il passato possiamo dire che apparteneva alla serie 4101/4128 ovvero 28 macchine realizzate tra il 1973 ed il 1974 ed in generale alienate entro l’anno 1993. Anche volendo, nelle condizioni in cui si trova un veicolo del genere, va già bene se potrà esser fonte di pezzi di ricambio per veicoli simili preservati in altri angoli d’Italia. Ma la speranza è sempre l’ultima a morire e sarebbe bello poter creare in futuro un vero e proprio Museo dei Trasporti Campani, ad ogni livello (autoferrofilotranviario) raggruppando i cimeli preservati sul territorio dalle varie aziende.

Foto 008: in condizioni decisamente migliori anche se inutilizzato troviamo la matricola 3304 ovvero un Fiat 306/3 Menarini il quale è stato un vero e proprio simbolo di CTP Napoli essendo stata la serie omogenea più cospicua che sia stata mai ordinata nella storia di TPN e CTP Napoli. Tra il 1973 ed il 1975 la carrozzeria bolognese realizzo infatti ben 168 esemplari classificati come serie 3163/3330. Di questi la matricola 3304 è stata preservata per scopi museali e qualcuno ricorderà forse che la stessa venne esposta nel 1998 alla Città della Scienza di Napoli in occasione di una Mostra sui trasporti campani che vide la presenza di un locomotore di SEPSA Napoli, un bipiano Fiat 412 Aerfer ex ATAF Firenze, l’elettromotrice tranviaria 1004 di ATAN/ANM ed una carrozza storia della FCV Circumvesuviana.

Foto 009: storia e destino ben diversi invece per un altro Fiat 306 che in qualche modo è giunto fino a noi, si tratta della matricola 3161 realizzata nel 1973. Tale macchina venne realizzata insieme alla gemella 3162 con allestimento GT Gran Turismo dalla Menarini e lo scopo iniziale di tale coppia di veicoli doveva essere quello di espletare il curioso servizio Gran Turismo dell’autolinea Napoli – Fiuggi. Radiati nell’anno 1996, il veicolo si sta sostanzialmente auto demolendo da solo col passare del tempo visto che lo ritroviamo sostanzialmente ancora esistente dopo circa vent’anni dalla sua effettiva radiazione. Anche per tale veicolo si spera in un futuro migliore, sebbene la situazione del nostro paese non possa augurare niente di buono...

Foto 010: passiamo ad una famiglia di veicoli più recente dei precedenti anche se ormai definitivamente radiata: gli Inbus. In azienda non mancavano diverse versioni tra cui la rarissima versione interurbana derivata, ma andiamo con ordine: tra il 1980 ed il 1981 il Consorzio Inbus ed esattamente la SOFER realizzò 43 esemplari serie 5301/5343 utilizzando il telaio Siccar 176 LS. Per la serie, radiata indicativamente entro l’anno 2005, esiste ancora la matricola 5308 in quanto venne modificata per ricevere un allestimento particolare legato all’esser diventato un Ufficio viaggiante per le Relazioni con il Pubblico da parte della Regione Campania, la vettura venne dotata anche di tendone estraibile dall’imperiale. Sebbene modificato dovrebbe esser l’ultimo superstite della sua serie...

Foto 011: un genere di macchina che incontriamo davvero per la prima volta: la matricola 3704 è un raro Inbus I-150 realizzato dalla SOFER su telaio Siccar 181 nell’ambito del Consorzio Inbus, si tratta di piccoli interurbani derivati decisamente poco noti. Vennero realizzati in 6 esemplari serie 3701/3706 indicativamente tra il 1985 (per i primi due esemplari) ed il 1987 (per i restanti), sono stati indicativamente radiati tra il 2002 ed il 2007. Tra il 1984 ed il 1988 in Italia il Consorzio Inbus realizzò solo ed esclusivamente 26 esemplari di questo genere che per lo più vennero piazzati in Campania e Sicilia ad eccezione invece di 6 singoli esemplari curiosamente piazzati uno ad ATAC Civitanova (MC) nelle Marche, uno ad RT Sanremo in Liguria, uno a VCO Verbania in Piemonte, uno a SAF Udine in Friuli, uno alla Capitaneria di Porto di Bari in Puglia ed infine uno ad una certa FATA di Cosenza anche se poi in un secondo tempo ceduto e confluito in Campania.

Foto 012: abbiamo spesso pensato di non aver fatto a tempo di fotografare i famosi Inbus derivati interurbani, in realtà non ci ricordavamo di averne fotografato proprio uno di CTP a Napoli in Piazza Garibaldi nell’anno 2007. Ora dopo quasi un decennio ritroviamo un esemplare identico ormai radiato facente parte di una famiglia e versione sostanzialmente unica in tutta Italia e presente quasi solo nel parco di CTP Napoli. Nel 1987 sempre la SOFER nell’ambito del Consorzio Inbus realizzò 30 esemplari serie 3401/3415 noti commercialmente come Inbus ID 210 FT-N realizzati su telaio Siccar 283 NI, la matricola 3412 potrebbe essere l'ultima preservata della serie. Gli Inbus 210 FT N in totale vennero realizzati in circa 400 esemplari tra il 1984 ed il 1990, tuttavia la versione interurbana ID 210 FT-N venne realizzata solo in 32 esemplari di cui 30 proprio per CTP Napoli e due singoli esemplari andarono alla Luzzi di Cosenza (il primo prodotto, tra l’altro) e l’altro alla SCAT di Agropoli (SA). Un altro mito da preservare...

Foto 013: il Consorzio Inbus sostanzialmente realizzerà ben 160 esemplari in varie serie per CTP Napoli. Tra il 1987 ed il 1990 in particolare consegnerà le ultime macchine in ordine di tempo, quando proprio ormai il Consorzio era mutuato in Bredabus Inbus, si tratta della serie 5401/5423 ovvero il modello S 210 FT-N su telaio Siccar 283 NU, sostanzialmente si trattava della versione suburbana analoga ai precedentemente citati ID 210 FT-N interurbani. Sebbene gli urbani fossero ben più diffusi e famosi, i suburbani non poi hanno trovato così tanto spazio dato che sono solo qualche esemplare in più rispetto alla trentina citata in versione interurbana. Trovarono lavoro soprattutto (23 su 35 cca) in CTP Napoli mentre i restanti “vennero assunti” ad esempio da ATC Terni, COPIT Pistoia, un paio di esemplari andarono alla vicina FCV Circumvesuviana e solo due singoli esemplare raggiunsero uno l'attuale ASF Como e l’altro la Civitarese di Ortona (CH). La matricola 5415 è ormai anch’essa l’ultima sopravvissuta di una famiglia che ha fatto la storia dell’Autobus Italiano.Iniziamo il nostro viaggio al Deposito di Teverola e da un vero pezzo da preservare e salvare: tra il 1962 ed il 1963 vennero realizzati 26 filobus Alfa Romeo Mille carrozzati AERFER OCREN e numerati nella serie 11/36. Di questi almeno gli esemplari 27 e 32 sono ancora esistenti pur essendo fermi ormai all’incirca dal 2007 se non addirittura prima. I due veicoli si spera possano salvarsi in qualche Museo in quanto rappresentano un vero e proprio pezzo di storia campana, assimilabili alla serie 8000 di ANM Napoli nell’ambito della quale è stata preservata funzionante la matricola 8021. Per ora tuttavia sarebbe già un grande risultano ripristinare il normale servizio filoviario e poi chissà se un giorno magari si possa vedere due “Alfa Mille CTP ed ANM” preservati uno a fianco all’altro in P.za Carlo III a Napoli...

CTP NAPOLI: TRA GLI URBANI ED I SUBURBANI NON MANCA LA VARIETA' (2a PARTE)
Testo e fotografie a cura di Alessio Pedretti

Conclusa la parte storica, in questa 2° Parte di CTP Napoli iniziamo ad osservare invece il parco recente e suburbano....

Tutte le fotografie sono del 13 Febbraio 2016.

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Foto 014: l’azienda suburbana campana ha in dotazione ben 64 esemplari BMB BredaMenarinibus Vivacity in taglia corta di cui 47 esemplari ad alimentazione CNG serie 5400 e 17 ad alimentazione tradizionale serie 5900. Rimanendo ai soli metano, possiamo identificare tre sottospecie: la prima serie 5434/5450 dell’anno 2007 è stata la conseguenza di una gara bandita direttamente da CTP Napoli, i veicoli di tale serie presentano una livrea ad hoc dedicata aziendale, qui mostrata dalla matricola 5440 ritratta in sosta al Deposito di Arzano. La livrea richiama la serie 6000 costituita da Irisbus Cityclass CNG dato che è possibile osservare uno di quest’ultimi sullo sfondo a destra.

Foto 015: successivamente nell’ambito della gigantesca commessa EAV Campania, vennero ordinati 31 esemplari analoghi BMB Vivacity CS CNG realizzati tra il 2007 ed il 2009. Di questi solo 4 esemplari andarono alla ora defunta ACMS Caserta mentre i restanti vennero assegnati a CTP Napoli come serie 5461/5487 con la particolarità che i soli esemplari iniziali serie 5461/5464 e gli ultimi serie 5484/5487 risultano avere un allestimento più urbano CU che suburbano CS. Tale seconda serie si riconosce facilmente vista la presenza della livrea biancorossa univoca regionale, qui vestita dalla matricola 5467 ritratta presso il deposito di Arzano, circondata da macchine argento blu della prima serie.

Foto 016: sempre nell’ambito delle commesse EAV, nel triennio 2007/09 BMB BredaMenarinibus ha realizzato 46 esemplari Vivacity tradizionali in taglia corta CU e CS in base agli allestimenti. Tra questi ben 17 esemplari sono stati assegnati a CTP Napoli e classificati nella serie 5901/5917 con allestimento suburbano. Proprio l’ultima macchina della serie, la 5917, la incontriamo in sosta all’interno del deposito di Teverola, sito presso la quale è assegnata l’intera serie. Al contrario invece le 47 macchine serie 5400 essendo dotate di alimentazione a metano CNG risultano essere tutte assegnate al deposito di Arzano, l’unico presso la quale vengono ricoverate tutte le macchine alimentate a metano CNG.

Foto 017: CTP Napoli è una delle sole 8 aziende in Italia ad avere in dotazione i noti ibridi elettrici realizzati dalla attuale OMB di Brescia, un tempo già EPT, realizzati in circa una trentina di esemplari tra il 2002 ed il 2011. In particolare CTP ha ricevuto 4 vetture classificate 4191/4194 nell’anno 2005 e di fatto risultano essere gli esemplari della famiglia situati maggiormente a meridione nel nostro paese. Originariamente vennero acquistati per effettuare servizio sull’urbano di Pozzuoli tuttavia data la complessità degli stessi e la già impegnativa manutenzione i veicoli sembrano essere momentaneamente fermi essendo ricoverati al Deposito di Teverola. Da ricordare che gli altri esemplari circolano a Brescia, Vicenza, Teramo, L’Aquila mentre non si sa bene quanta fortuna stiano avendo a Bologna (gli ex Ferrara) e gli esemplari dell’Alto Adige.

Foto 018: il Cityclass è una macchina caratteristica dell’azienda campana tanto che possiamo individuare almeno 111 esemplari di cui 50 alimentati a metano CNG. Nell’anno 2002 la neonata Irisbus iniziò a consegnare i primi 52 esemplari suburbani corti in taglia NU serie 5801/5852 in livrea arancio, dotati di 2 porte e su meccanica 591.10.29. Prevalentemente assegnati al deposito di Arzano risultano essere una delle flotte più cospicue dell’azienda, nell’immagine si presta la matricola 5840 ritratta in sosta proprio presso la citata rimessa. Il Cityclass suburbano corto non è particolarmente diffuso, basti citare ad esempio oltre ai campani i casi di ASF Como, ATC La Spezia, START Romagna, oltre alle unità già disperse delle defunte TPM Monza e GTM Garbagnate (MI).

Foto 019: Trascorre un lustro e nell’anno 2007 sempre CTP eredita 9 veicoli ulteriori e simili ai precedenti, facenti parti tuttavia della commessa EAV. Il Cityclass nella maxi commessa venne previsto in 51 esemplari e proprio 9 di questi vennero assegnati alla nostra in oggetto mentre i restanti sono stati spartiti tra ANM Napoli, AMTS Benevento, CSTP Salerno e SEPSA Napoli, quest’ultimi in seguito confluiti in EAV Bus. Proprio le 9 macchine risultano essere state immatricolate come serie 5861/5869 e sono state tutte affidate al deposito di Pozzuoli ove incontriamo la matricola 5863 in livrea EAV. A guardarlo così manca forse qualcosa all'appello ed in più punti...

Foto 020: tuttavia proprio dopo i primi cinquanta e più esemplari corti, CTP si ripete nell’anno 2003 ed Irisbus riesce a piazzare 50 veicoli della stessa famiglia alimentati tuttavia a metano e dotati di allestimento suburbano con 2 porte, ovvero si tratta dei 591E.12.24 serie 6001/6050, altra vera e propria pietra miliare della flotta interamente assegnata al deposito di Arzano trattandosi di alimentazione a metano CNG. La matricola 6017 mentre la osserviamo pensiamo a quali altre aziende in Italia vedono circolare Cityclass dodecametrici a metano dotati di allestimento suburbano, dato che così a memoria con “le due porte a metano” ci viene in mente solamente TPER a Ferrara e forse qualcosina nelle Marche.

Foto 021: rimaniamo nel metano per documentare un simbolo della maxi commessa di EAV Campania: il BMB BredaMenarinibus Avancity LU CNG, per la quale la commessa regionale ha previsto la consegna di 36 esemplari sostanzialmente suddivisi tra 27 macchine assegnate a CTP Napoli e le rimanenti 8 assegnate invece a CSTP Salerno. A Napoli le vetture sono state immatricolate come serie 6101/6127 e presentano la classica livrea bianco rossa come ci mostra la matricola 6103 colta presso il Deposito di Arzano. Da ricordare che teoricamente le vetture assegnate ad EAV Campania avrebbero dovuto esser di più, è infatti noto il caso di alcuni Avancity in livrea campana in seguito poi venduti come quasi nuovi ad esempio a SUN Novara.

Foto 022: in una flotta così variegata non poteva mancare il classico CAM Autodromo Busotto, in questo caso suburbano e dotato di 2 sole porte. Nel 1998 la carrozzeria modenese forniva ben 30 esemplari su meccanica MAN NL 262 che prontamente l’azienda campana provvedeva ad immatricolare come serie 5151/5180. In particolare i primi esemplari vennero immessi in servizio a fine Dicembre 1998 e gli ultimi a fine Marzo 1999, i veicoli sono assegnati per la gran parte a Teverola ed in misura minore ad Arzano. La matricola 5152 si presenta in condizioni “da studiare” in quanto si notano i cunei presenti davanti alle ruote, i quali non fanno pensare a nulla di buono.

Foto 023: curioso il caso dei BMB BredaMenarinibus M 240 NS, assai comuni in diverse realtà italiane ma malvisti in CTP: tali macchine risultano essere proprio coeve dei precedenti CAM Busotto in quanto vennero consegnate in 40 esemplari serie 5201/5240 giunte anche loro tra il Dicembre 1998 ed il Maggio 1999. Attualmente molte vetture di questa serie sono ferme ed accantonate o poco utilizzate poiché a quanto pare sono fortemente malviste dai conducenti, i quali curiosamente apprezzano di più il discendente BMB Avancity CNG che di fatto non è poi così tanto differente dagli stessi M 240!. La matricola 5225 è ben ferma da diverso tempo presso il Deposito di Teverola. E dire che persino certe aziende del Nord hanno acquistato di seconda mano macchine del genere...

Foto 024: presso la sola rimessa di Pozzuoli incontriamo un altro genere di veicolo abbastanza diffuso nel nostro paese anche se in questo caso hanno un qualcosa di particolare: i 10 esemplari Alé serie 4511/4520 di CTP Napoli risultano essere infatti i primi realizzati e venduti da Rampini nell’anno 2006 quando la stessa azienda ereditò il progetto originale di CAM Autodromo, in sostanza si tratta dei primi esemplari Alé venduti nella nuova era degli Alé “resuscitati” i quali poi successivamente troveranno spazio ad esempio a Gorizia, Trieste, Piacenza, Alessandria, Genova, Perugia e persino... a Vienna col pantografo!. La matricola 4511 è la capostipite, in sostanza è proprio il primo Alé della seconda generazione.

Foto 025: sempre a Pozzuoli incontriamo un genere di macchina presente solo in tale rimessa nell’ambito di CTP: sempre per la maxi commessa EAV Campania vennero ordinati ben 91 esemplari Irisbus 203E.9.26 Europolis consegnati tra il 2007 ed il 2009 a cui fecero seguito ulteriori 20 esemplari analoghi nell’anno 2010. Tra questi CTP ereditò 16 macchine di questo genere classificate nella serie 5951/5966 ove gli ultimi due esemplari (5965 e 5966) appartenevano al lotto del 2010. Attualmente in azienda rimangono solamente i primi 9 esemplari serie 5951/5959 tutti assegnati a Pozzuoli come ci mostra la matricola 5952 ritratta in Deposito, in quanto la successiva serie 5960/5966 dovrebbe esser stata inviata come prestito temporaneo sull’Isola d’Ischia per conto EAV Bus.

Foto 026: un caso davvero singolare, uno dei tanti di CTP Napoli: nella Primavera 2015 CTP rilevava da COTRAB Potenza una decina di Irisbus 203E.9.24 Europolis ex serie 0020/0029 onde essere impegnati ed utilizzati in Campania. I veicoli sono stati immatricolati nella serie 5971/5980 ma dopo esser stati utilizzati inizialmente, si scopriva che tali macchine di fatto appartenevano ancora a STI Potenza, società controllata da CTP Napoli che ebbe in affido l’urbano di Potenza dal 2001 al 2005 c.ca, realtà successivamente fallita. Tali veicoli pertanto sono stati fermati in quanto ancora appartenenti ad una società che di fatto è inesistente e COTRAB sostanzialmente se ne è liberata il 31 Dicembre 2014 a seguito dei tagli delle corse sull’urbano potentino ed avendoli mantenuti a noleggio in quanto finanziati anche dalla Regione Basilicata. Pertanto i veicoli sono costretti a rimanere fermi presso il Deposito di Teverola praticamente inutilizzati. Nell’immagine possiamo osservare le matricole 5978, 5974 e 5973, da ricordare che tale serie è più anziana rispetto alle macchine di CTP Napoli ereditate dalla commessa EAV, essendo i potentini nati nel 2004.

Foto 027: curiosamente classificati nella serie 7801/7820 (tradendo così la logica che dal 1973 ad oggi ha sempre visto gli urbani di CTP classificati nella serie 4000 e suburbani nella serie 5000) gli ultimi autobus completamente nuovi ricevuti da CTP Napoli risultano essere 20 esemplari urbani Irisbus Citelis 10 facenti parte di una commessa EAV riguardante 95 macchine piazzate tra CSTP Salerno, ANM Napoli, EAV Bus Campania, SITA Salerno, la defunta ACMS Caserta, ATI Avellino ed AMTS Benevento. Gran parte delle macchine sembrano essere assegnate al deposito puteolano ove abbiamo modo di osservare la matricola 7812 e dove è stato tuttavia anche possibile avvistare alcune matricole ferme ed accantonate.

CTP NAPOLI: ED INFINE UNA PASSEGGIATA TRA I BLU ED EXTRAURBANI (3a PARTE)
Testo e fotografie a cura di Alessio Pedretti

Proseguiamo ulteriormente con una III° ed ultima parte riguardante soprattutto gli extraurbani ed interurbani di CTP Napoli, a completamento di una varietà decisamenteinteressante...

Tutte le fotografie sono del 13 Febbraio 2016.

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Foto 028: Prima di passare agli interurbani ed extraurbani puri, è conveniente citare e segnalare la piccola serie 2021/2030 costituita da Mercedes Sprinter New consegnati nell’Agosto 2007 e sostanzialmente spartiti tra i depositi di Teverola e Pozzuoli. Proprio presso l’impianto di Teverola incontriamo la matricola 2021 in attesa probabilmente di uscire per un servizio interno di trasporto conducenti. Tali piccoli possiamo dire che hanno avuto una maggior fortuna rispetto a tanti altri esemplari di ridotti dimensioni e dalla trazione alternativa come ad esempio i già scomparsi Mercedes O 520 Cito serie 4171/4183 o i già citati EPT OMB Horus.

Foto 029: dal più corto passiamo subito al più lungo in assoluto: CTP Napoli sino a poco tempo fa era molto probabilmente l'unica azienda campana ad avere in dotazione veicoli a 3 assi extralong, in particolare nella flotta possiamo incontrare la serie 3901/3910 ovvero dei Mercedes O 530 Citaro L consegnati nel Gennaio 2007. La matricola 3910 ultima della serie è ritratta in sosta al deposito Teverola ove dovrebbe essere assegnata l’intera piccola serie. Ricordiamo di aver incontrato questi veicoli decisamente con non poco stupore nel Dicembre 2007 nei pressi di Piazzale Tecchio a Napoli, si trattava della matricola 3904 impegnata nella linea M1NB Napoli-Mondragone, ora a quanto pare diventata M1RB ed attestata a Piscinola M1.

Foto 030: in realtà la famiglia dei Mercedes O 530 Citaro fece il suo esordio nella flotta CTP esattamente nel Dicembre 2002 ovvero quando vennero consegnati i primi 11 esemplari serie 3810/3820 qui rappresentati dalla matricola 3812 colta presso il deposito di Teverola. Di questa serie possiamo dire che la matricola 3820 è definitivamente persa essendosi completamente incendiata tra l'altro essendo nata successivamente e consegnata nell’anno 2005 mentre sembra esser dispersa la matricola 3815. I Mercedes Citaro in forza all’azienda campana inizialmente sulla carta dovevano essere almeno 41 esemplari di cui 10 “extralong”, come abbiamo visto.

Foto 031 e 032: successivamente nel Gennaio 2007 come terza e per ora ultima serie di Mercedes O 530 Citaro venivano consegnati 20 esemplari in versione New con musetto ristilizzato. La serie venne classificata come gruppo 3821/3840 e risulta essere anch’essa assegnata all’impianto di Teverola, così come tutti i Citaro dell’azienda. Possiamo osservare la matricola 3838 al fianco dell'extralong 3906 ritratto di coda. Ben più complessa invece la storia della matricola 3835 che siamo riusciti a ricostruire esattamente: il 15 Settembre 2010 tale veicolo si trovava sulla Statale Domiziana nei pressi di Castel Volturno ove ad un certo punto sulla strada è comparso un cavallo che è stato investito dal veicolo, ha sfondato il parabrezza ed è perito purtroppo insieme al conducente dello stesso, ma non solo il veicolo è successivamente sbandato ed è finito nel torrente Agnena. Oggi una piccola fotografia del collega venuto a mancare è presente e ricordata ai piedi della Madonnina locale del Deposito, molto venerata e ricordata dai conducenti.

Foto 033: poco prima di acquistare i Mercedes O 530 Citaro, sono giunti in CTP Napoli due veri e propri marziani: esattamente a Gennaio ed a Dicembre 2001 sono stati immatricolati le due vetture 3801 e 3802, si tratta di comuni Scania De Simon Intercity IL 3 abbastanza insoliti in Campania, se vogliamo andare a vedere. L’aspetto curioso è che uno dei due veicoli nei primi tempi di servizio regolare passeggeri viaggiava curiosamente con la sola targa prova, si dice infatti che i due veicoli vennero inviati a Napoli in prova da parte della carrozzeria friulana e solo successivamente in un secondo momento i due sono stati acquistati. Ora non sembra che siano particolarmente impegnati tuttavia...

Foto 034: un’altra rarità destinata a scomparire entro breve: nel Marzo 2006 CTP Napoli acquistava i già poco noti e poco diffusi Irisbus Orlandi Happy, ben poco presenti a livello nazionale e noti più che altro per il caso di TEP Parma ove vengono utilizzati come Scuolabus in livrea rossa. Addirittura nel nostro caso si tratta di 8 esemplari serie 3011/3018 dotati per di più di alimentazione a metano CNG che li rende forse unici nel panorama nazionale e proprio per tale motivo gioco forza risultano essere assegnati al deposito di Arzano, responsabile del metano. Attualmente è prevista a breve la loro cessione ad alcuni privati locali, quindi è molto probabile che sarà l’ultima volta che li incontriamo nella loro veste come macchina di linea.

Foto 035: un esemplare unico dalla storia decisamente particolare: intorno all’anno 2000 sempre il servizio urbano di Potenza era in carico alle FAL Ferrovie Appulo Lucane e prima di cedere il servizio alla STI nel 2001, misero in servizio la matricola 3117 che risultava essere una sorta di prototipo degli Happy realizzati dalla Orlandi. Successivamente il piccoletto ha seguito le vicissitudini dell’azienda di Potenza passando alla gestione STI sino al 2005 e successivamente al COTRAB sino al Dicembre 2014. A seguito dei tagli effettuati alla rete, proprio come gli Europolis precedentemente descritti, tale scatolotto venne ceduta a CTP Napoli presso la quale ha assunto la matricola 3021. Tuttavia per le stesse motivazioni precedentemente descritte per gli Europolis, la vettura non può essere utilizzata e risulta essere ferma presso il deposito di Teverola, si noti sulla fiancata la presenza estemporanea del logo COTRAB non lontano da quello CTP.

Foto 036: uno dei veicoli simbolo della maxi commessa EAV Campania nel settore extraurbano è sicuramente il MAN Lion’s City. La commessa regionale prevedeva 43 macchine e ben 27 di queste sono state assegnate a CTP Napoli che ha provveduto ad immatricolarle come serie 3601/3627, tutte formalmente consegnate nei mesi di Ottobre e Dicembre 2007. Tutto il gruppo è assegnato al Deposito Teverola ove possiamo osservare la matricola 3618, interessante è notare come le rimanenti vetture siano state assegnate per lo più a CSTP Salerno, qualche unità ad EAV Bus ed il resto a padroncini di piccole dimensioni.

Foto 037: un’altra perla particolare di CTP Napoli è sicuramente la rara serie 3531/3534 ovvero 4 esemplari più da noleggio che extraurbani (anche se effettivamente è possibile notare persino nell’immagine la presenza dell’obliteratrice) realizzati dalla brasiliana Marcopolo e commercialmente noti come Viaggio II. Tali macchine sono giunte nell’Ottobre 2005 e sono abbastanza rare già di per sé nel nostro paese, figuriamoci poi nel mondo del trasporto pubblico locale. Tanto per avere un’idea, nel nostro viaggiare in lungo e in largo nello “stivale”, l’unica traccia sinora reperita di Marco Polo impegnati in aziende tpl o similari riguarda la presenza di un solo esemplare presente presso la microscopica Facchinetti di Inzago (MI).

Foto 038: il più comune degli extraurbani italiani non poteva non mancare: nel Febbraio 1999 venivano consegnati 25 esemplari Iveco 380.12.35 Euroclass immatricolati come serie 3551/3575 mentre solo nel mese successivo di Maggio 1999 si aggiungevano le matricole 3576 e 3577 per un totale di 27 macchine. Anche questa serie è interamente assegnata a Teverola ove è possibile incontrare vetture in ogni condizione possibile, dalle accantonate a quelle poco utilizzate, a quelle utilizzate per servizi interni ed ad altre utilizzate per servizi di linea veri e propri. Peccato scoprire tanto spreco quando vi sarebbero delle aziende persino nel Nord Italia disposte a recuperarli ed utilizzarli in luogo di macchine ben più anziane.

Foto 039: concludiamo con un caso particolare: presso l’atrio della Palazzina del deposito di Teverola è possibile osservare questo curioso modellino stupendo di Fiat 306/3 Menarini il quale era anche funzionante in alcuni aspetti essendo presenti alcuni pulsanti in una piccola consolle. Tale modellino, con tanto di interni completi, venne fedelmente riprodotto in Scala 1:4 (correggetemi se sbaglio) dalle maestranze del deposito TPN di Caserta (da cui è nata CTP) sotto la guida del Signor Elpidio Monaco. Sullo sfondo a sinistra è possibile osservare la locale Madonnina del deposito, a cui i conducenti CTP sono molto devoti ed in cui si usa aggiungere le foto dei conducenti prematuramente scomparsi sia durante o non durante il servizio.

Un particolare e sentito ringraziamento va all’Amministratore Unico di CTP Napoli ovvero ad Augusto Cracco per aver consentito la visita ed averci accompagnato presso gli impianti di Arzano e Teverola, colgo l’occasione inoltre per ringraziare Andrea Cozzolino e Rosario Saccone per gli innumerevoli piccoli aneddoti che ci hanno raccontato ed infine un sentito grazie va anche ad Emanuele Sacco per aver ben illustrato allo scrivente la situazione dei veicoli trasferiti da Potenza a Napoli. Grazie a tutti!

 

 

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