TFT AREZZO: OPEN DAY PESCAIOLA 07.06.2015,
UN APPUNTAMENTO ORMAI PREFISSATO ED ANNUALE

Testo e fotografie a cura di Alessio Pedretti

Come di consueto ritorniamo ad Arezzo per l’Open Day dell’impianto di LFI La Ferroviaria Italiana e TFT Trasporto Ferroviario Toscano ad Arezzo Pescaiola, un appuntamento che ormai sta diventando una pietra miliare essendo un raduno degli amanti del settore in arrivo da ogni parte d’Italia, coinvolgendo in una bella giornata sia coloro che sono interessati al mondo ferroviario reale, complice la straordinaria varietà del parco rotabile dell’azienda aretina, sia coloro che sono interessati al mondo del modellismo poiché la “location” della borsa scambio è pure ambientata in un deposito ferroviario a fianco di locomotive a vapore e locomotori elettrici degli anni trenta.. sicuramente qualcosa di eccezionale.

TFT Arezzo è una Società per Azioni che ha come socio unico controllante LFI La Ferroviaria Italiana, gestisce una rete di 83,7 km, ove vengono offerti 9200 posti nel giorno feriale medio estivo ed 11.900 nel giorno feriale medio invernale, in un anno nel 2014 sono stati trasportati 1,27 milioni di passeggeri. Si tratta di un’azienda di appena 66 dipendenti tra cui 43 tra macchinisti, capitreno e uffici, il tutto con un solo dirigente, l’aspetto curioso è che nella Carta della Mobilità di TFT Arezzo potete trovare elencati persino i rotabili adibiti “alla circolazione dei passeggeri e merci” con relativo quantitativo in forza e davvero lascia curiosamente perplessi il fatto che siano elencati rotabili giusto un “leggermente in là con gli anni” come elettromotrici E 624, carrozze Corbellini, motrici diesel D 341 e locomotive elettriche E 626.... tanto per non farci mancare nulla!

Alcuni momenti della Borsa di Modellismo allestita presso il Deposito TFT di Arezzo Pescaiola.

Ogni anno TFT Arezzo garantisce 761.370 treni / kilometro di cui 71.680 effettuati con bus sostitutivi, in particolare quest’ultimi nei giorni Festivi anche se in realtà, specialmente in quest’ultimo periodo, nelle giornate Festive spesso vengono programmati alcuni treni speciali turistici legati alla voglia di riscoprire il territorio aretino, spesso effettuati con locomotive a vapore od elettriche storiche, iniziative che riscuotono sempre un buon successo di pubblico. Inoltre come anticipato anche sulla stampa specializzata è previsto che TFT Arezzo inizi ad effettuare almeno una coppia di corse su rete RFI proseguendo da Arezzo verso Firenze con almeno un treno in arrivo dalla linea del Casentino (Pratovecchio Stia), ovvero la linea tra le due gestite dalla società ove è maggiore il traffico passeggeri e dove viene svolto anche un maggior numero di corse ferroviarie. Pertanto in seguito a tale ampliamento del servizio, che oseremmo definire storico, l’azienda sembrerebbe essere intenzionata a ricercare materiale rotabile usato da adibire a corse scolastiche su rete interna in quanto la composizione di locomotore E 464 880 + Vivalto sarebbe adibita proprio all'effettuazione della corsa su rete RFI.

A differenza degli scorsi anni, piuttosto che fare un mero elenco di rotabili presenti, proviamo a fare una passeggiata tra i rotabili storici e non, sia esposti in deposito sia utilizzati in esercizio da una “ex concessa” unica e straordinaria in Italia ove è possibile osservare in esercizio dai moderni Vivalto e Minuetto a rotabili di ferrovie dismesse da decenni o delle stesse FS Ferrovie dello Stato anche se incredibilmente trasformati ed ammodernati.

Tutte le fotografie sono del periodo 6-7 giugno 2015.

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Foto 001: l’anno scorso di questi tempi la composizione costituita dalla E 464 880 e relative carrozze Vivalto era bloccata a Pratovecchio Stia in seguito al cedimento di un terreno sulla linea per il Casentino, quest’anno invece la stessa composizione abbiamo potuto finalmente osservarla in circolazione e persino utilizzarla proprio sulla stessa linea. Credevamo che fosse utilizzata solo per corse scolastiche ed invece la ritroviamo in esercizio durante tutta la giornata, anche se spesso decisamente super sovradimensionata rispetto ai passeggeri presenti su determinate corse ferroviarie. Proprio con questo materiale TFT Arezzo ha intenzione di viaggiare su rete RFI sino a Firenze a partire dal prossimo Dicembre 2015.

Foto 002: ad Arezzo non è difficile passeggiare e trovarsi davanti a materiale storico magari ancora regolarmente utilizzato tutti i giorni per l’effettuazione magari di piccoli treni merci sulla propria rete, materiale che magari è scomparso dall’esercizio quotidiano sulla rete nazionale ormai da decenni. E’ il caso ad esempio dei locomotori E 626 tra cui la 311 ritratta ad Arezzo Pescaiola. Nata nel 1937 dal TIBB di Milano, tale macchina già nel 1989 venne ceduta ad LFI Arezzo, rete sulla quale è sempre rimasta attiva. Il fatto che sulla fiancata sia presente, anche se sbiadita, la sigla LF ci fa ricordare che tale macchina almeno nell’ultimo lustro è stata impegnata per prove di abilitazione sulla rete RFI.

Foto 003: tra i vari rotabili preservati da TFT Arezzo vi sono anche alcune carrozze ferroviarie storiche di FS Ferrovie dello Stato con la quale spesso nei Festivi vengono effettuati e svolti treni speciali a vapore o con E 626 sulle due linee sociali. Proviamo a riporre l’attenzione su una carrozza in passato fotografata poco o male, ci troviamo davanti alla Az 10088 di Prima Classe, la quale curiosamente ha conservato la matricola originale FS a cui sebbene sia stata anteposta la sigla LFI. Tale carrozza è una Tipo 1921 del 1927/28 ed in teoria dovrebbe essere una delle tre sole esistenti di Prima Classe di cui 2 ovviamente in carico a Trenitalia, anche se una delle tre assegnata alla DTR Liguria?) probabilmente risulta non esser non atta al servizio.

Foto 004: analogamente proseguiamo documentando un altro pezzo di elevato valore storico ovvero la vettura ABz 50805 mista di Prima e Seconda Classe, analoga alla precedente come modello e periodo di costruzione. Le vetture storiche in carico a TFT con precedenti da FS Ferrovie dello Stato dovrebbero essere almeno 9 esemplari tra cui 3 esemplari Tipo 1921, 4 esemplari tipo Centoporte 1928R, una Centoporte Tipo 1949R oltre alla speciale vettura ex Treno Presidenziale S31 che andremo poi a vedere. Tutte queste vetture sono di fatto di proprietà della Società Nettunia Sud dell’Ing. Di Giacomo anche se a tutti gli effetti sono immatricolate nel parco rotabili di TFT Arezzo. Da non dimenticare poi ....

Foto 005: .... da non dimenticare poi le Carrozze Corbellini le quali adeguatamente ristrutturate ed ammodernate... svolgono regolare servizio ferroviario tuttora !!!. Ad esempio la vettura 734 803 è una Carrozza Corbellini realizzata nel 1957 pesantemente ammodernata più volte, l’azienda aretina in questi ultimi tempi dovrebbe averne ancora in carico almeno 8 esemplari di cui 2 originariamente trasformati in vetture semipilota, funzione attualmente non più svolta da questo genere di vetture ormai intercalate definitivamente tra i locomotori 12/13 e 17/18. All’interno non mancano tendine e sedili in velluto, magicamente non toccati da studenti e vandali a quanto pare piuttosto disciplinati da queste parti...

Foto 006: proseguiamo analizzando una vettura speciale e storica sapientemente preservata da TFT Arezzo pur essendo anch’essa in carico alla Società Nettunia Sud: la vettura Presidenziale S31, resa pure visitabile in occasione dell’Open Day. Si tratta di una Carrozza Salone dalle origini incerte e facente parte di quello che un tempo fu il Treno Presidenziale. Alcune sue colleghe rimaste nel parco Trenitalia, recentemente subiranno una piccola revisione di manutenzione ed alcune hanno avuto l’onore di esser ripercorse dall’attuale Presidente della Repubblica Mattarella in occasione della presentazione dell’ETR 400 Frecciarossa Mille a Milano Centrale nella scorsa Primavera 2015 grazie alla collaborazione di Fondazione FS.

Foto 007: tra tanti veicoli storici, acquisti di usati, usati a loro volta ristrutturati profondamente od in arrivo da altre ferrovie concesse, zitta zitta ed in silenzio continua a sopravvivere la vettura eBz 132 la quale risulta essere un vero grattacapo avendo il sottoscritto trascorso oltre un’ora a cercare informazioni su tale vettura pur su siti e libri di infinita precisione. Si dovrebbe trattare di una vettura consegnata nel 1954 da TIBB e Reggiane anche se non ne abbiamo certezza in quanto non viene citata nemmeno dalla pregevole opera “Le ferrovie secondarie di Arezzo” del Muscolino, edito a fine anni Settanta del secolo scorso. Pertanto si potrebbe trattare di materiale rinumerato successivamente alla pubblicazione del suddetto libro oppure acquistato di seconda mano successivamente...

Foto 008: passiamo da un enigma all’altro: da qualche anno TFT Arezzo ha in dotazione una coppia di locomotori diesel da manovra del tipo 225 serie 7000, i quali sono stati pur revisionati e dotati di accoppiamento per utilizzo in doppia trazione, la loro funzione dovrebbe essere quella di effettuare merci e manovre in Casentino anche se non sembra vi sia stata una costante applicazione. Misterioso riuscire a recuperare le due matricole dei due rotabili, potrebbe trattarsi delle unità 7052 e 7068 realizzate da Greco la prima nel 1959 e la seconda nel 1963 ed appartenute in passato ad aziende operanti sull’armamento ed aventi sede in Provincia di Arezzo, non siamo certi tuttavia della corrispondenza dei due numeri di matricola.

Foto 009: incontrare due elettrotreni ETT “Elfo” uno a fianco dell’altro ad Arezzo non è poi così usuale in quanto tali macchine sono spesso impegnate senza sosta ed in particolar modo sulla linea verso Sinalunga ove svolgono gran parte del servizio ad eccezione di qualche treno scolastico. Tali treni risultano essere 4 esemplari serie 21/24 costruiti da Alstom nel 2005/06 ed a tutti gli effetti sarebbero atti alla circolazione su rete RFI anche se poco capienti qualora appunto si dovesse effettuare un relazione diretta dal Casentino verso Firenze. Il treno ETT 21 a sinistra è pronto a rientrare verso Arezzo Pescaiola, mentre il treno ETT 22 sul binario tronco a destra si prepara ad effettuare un treno in direzione di Pratovecchio Stia.

Foto 010: le locomotive a vapore in carico a TFT Arezzo su licenza della Società Nettunia Sud dell’Ing. Di Giacomo risultano essere almeno 4 ovvero 2 locomotive tipo 640 e 2 tipo 740. In particolare la qui ritratta 740 329 è stata realizzata dalla OM nel 1921 e da anni è dislocata e spostata nell’ambito del deposito di Arezzo Pescaiola mentre effettivamente i treni a vapore turistici sono in carico alla 640 091. Delle 4 locomotive la più timida dato che sinora l’abbiamo incontrata solo una volta nel 2005 risulta essere la 740 462, ora a quanto pare sparita o spostata chissà dove, mentre all’appello tra le quattro manca da citare solo la 640 095, esposta tuttavia ancora una volta come “quinta da palcoscenico” in occasione della Borsa Scambio odierna (vedasi fotografie inserite nel testo soprastante).

Foto 011: i locomotori 12/13 e 17/18 hanno subito tanti di quei rimaneggiamenti che persino Valeria Marini ed Alba Parietti passerebbero per originali e non ritoccate!. La storia di questi locomotori è alquanto complessa ed avendola analizzata già in passato, riduciamoci a ripassare quella del solo locomotore ritratto ovvero il numero 13. Tale macchina nacque come Lb3 nel 1924 per la ferrovia SAIF Bribano – Agordo in Veneto nel 1924 da Carminati & Toselli e CGE, linea sulla quale operò sino al 1955. In seguito come tutto il gruppo Lb1/Lb4 venne acquistato da LFI ma a differenza delle unità 1 e 4 ricostruite dall’azienda aretina nel 1960, insieme alla gemella 12 venne ricostruita dalla FERVET di Castelfranco Veneto per conto LFI nel periodo 1979/81. Nel 2010/11 questa macchina è stata nuovamente ricostruita conservando una sola cabina di guida in quanto è stata definitivamente accoppiata alla gemella 12 (ricostruita anch’essa da FERVET s fine anni settanta) per l’utilizzo in una composizione bloccata con vetture Corbellini o serie 130. La stessa è ritratta ora in deposito con la sua relativa composizione bloccata, di certo LFI dimostra una capacità ed autonomia davvero straordinaria nel ricostruire anche due o tre volte lo stesso locomotore...

Foto 012: altro pezzo relativamente raro e probabilmente unico nel nostro paese: nel 1957 una certa Werkspoor di Utrecht realizzò tale macchina per una ferrovia mineraria olandese presso la quale ricevette la sigla  SM 183, nel 1988 venne prima noleggiata dalla Bulfone di Udine (dall’allora Gestione Governativa FSAS) ed in seguito acquistata definitivamente dalla stessa LFI, non dovrebbe risultare più funzionante e viene data per accantonata (sebbene abbia lavorato per diversi anni sulla linea del Casentino...) anche se si trova in ottime condizioni ed è stata già esposta in precedenti Open Day con una livrea nera elegante e più che accettabile. Di questa macchina possiamo dire che quando venne acquistata aveva un motore da 370 kW e trasmissione idraulica Voith per una velocità massima di 60 km/h.

Foto 013: un’immagine emblematica dell’estrema varietà di rotabili tuttora presente nel parco di TFT Arezzo, pur in questo periodo in cui si cerca di omologare e rendere uguale qualsiasi cosa. Fianco a fianco possiamo osservare un giovane “Elfo” (alias nome locale del Minuetto, brand di proprietà di Trenitalia e quindi non utilizzabile da altre società, vedasi Elfo, Lupetto, TTR etc etc), la coppia fantasmagorica di locomotori 225 atti alla doppia trazione ma a quanto pare mai utilizzati o solo limitatamente impegnati ed il locomotore E 626 311, tanto storico quanto impegnato negli anni scorsi a mantenere alcune abilitazioni del Personale di macchina TFT su rete RFI. E tutto questo è solo la punta di un variegato mondo davvero straordinario...

Foto 014: altro mistero misterioso tipico di TFT Arezzo riguarda la presenza delle elettromotrici binate belghe ex SNCB Belgio, acquistate sia direttamente e ristrutturate, sia acquistate di terza mano andando a recuperare le elettromotrici che al tempo vennero acquistate da SATTI / GTT Torino. L’elettromotrice ritratta ad Arezzo RFI potrebbe essere la ALe 054 961 oppure 965 oppure 969 realizzate da BND La Brugeoise-ACEC-SEM nel 1956 come AM 54 SNCB allestite come furgoni postali per le ferrovie belghe, acquistate durante lo scorso decennio e probabilmente ricostruite dalle Officine OMS di Porrena (AR) in casentino, atte ed abili a lavorazioni del genere oltre che in ristrutturazioni e revamping di vetture Trenitalia.

 

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